Fine agosto è il momento ideale per pensare all’accensione autunnale dei termosifoni. Molti proprietari di casa aspettano le prime giornate fredde per accorgersi che qualcosa non funziona: un termosifone freddo, la caldaia in blocco o rumori strani nell’impianto. Preparare l’impianto di riscaldamento in anticipo significa evitare brutte sorprese, risparmiare sui consumi e allungare la vita della caldaia. Ecco la checklist completa da seguire prima dell’arrivo dell’autunno.
1. Sfiatare i termosifoni per eliminare l’aria in eccesso
Il problema: durante l’estate, con l’impianto fermo, si accumula aria nei radiatori. Questo provoca rumori tipo “gorgoglio” e riscaldamento irregolare, con zone del termosifone calde e altre freddine.
Cosa fare in autonomia: con una chiave apposita o un cacciavite, apri leggermente la valvolina di sfiato posta in alto sul termosifone. Tienila aperta finché non esce aria e comincia a uscire acqua, poi richiudi subito. Fai questa operazione su tutti i radiatori di casa, partendo da quelli al piano più basso.
Quando chiamare il tecnico: se dopo lo sfiato il termosifone resta freddo o la pressione dell’impianto scende troppo velocemente, potrebbe esserci una perdita o un problema più serio che richiede un intervento professionale.
2. Controllare la pressione della caldaia
Il problema: una pressione troppo bassa impedisce la corretta circolazione dell’acqua, mentre una pressione troppo alta può causare perdite o danni ai componenti.
Cosa fare in autonomia: controlla il manometro della caldaia: il valore corretto a impianto freddo deve essere tra 1 e 1,5 bar. Se la pressione è inferiore, puoi ripristinarla tramite il rubinetto di carico presente sotto la caldaia, aprendolo lentamente fino a raggiungere il valore corretto.
Quando chiamare il tecnico: se la pressione scende continuamente e devi ricaricare l’impianto ogni pochi giorni, c’è probabilmente una perdita nascosta che va individuata e riparata da un professionista.
3. Far controllare la caldaia prima della prima accensione
Il problema: una caldaia rimasta ferma per mesi può presentare depositi, componenti usurati o parametri di combustione da regolare, con il rischio di blocchi improvvisi o consumi eccessivi.
Cosa fare in autonomia: puoi fare una prima accensione di prova, verificando che la fiamma sia regolare e che non ci siano rumori anomali o odori di gas. Controlla anche che lo scarico dei fumi sia libero da nidi o ostruzioni esterne.
Quando chiamare il tecnico: la manutenzione annuale della caldaia non è solo consigliata, è spesso obbligatoria per legge e necessaria per la garanzia. Un tecnico qualificato verifica combustione, tenuta dei gas, scambiatore e sicurezza, evitando blocchi proprio nei primi giorni di freddo.
4. Pulire e sanificare l’impianto di riscaldamento
Il problema: nel tempo, fanghi, ruggine e depositi si accumulano nelle tubature e nei radiatori, riducendo l’efficienza del riscaldamento e aumentando i consumi fino al 20-30%.
Cosa fare in autonomia: non è un’operazione fai-da-te: la pulizia dell’impianto (desludging) richiede attrezzature specifiche per far circolare prodotti disincrostanti in tutto il circuito senza danneggiare componenti.
Quando chiamare il tecnico: se non fai la pulizia dell’impianto da più di 5 anni, se i termosifoni scaldano poco anche dopo lo sfiato, o se noti acqua scura quando sfiati i radiatori, è il momento di far intervenire un tecnico specializzato.
5. Verificare che tutti i termosifoni scaldino uniformemente
Il problema: alcuni termosifoni restano freddi o si scaldano solo in parte, segno di aria residua, fango accumulato o valvole bloccate.
Cosa fare in autonomia: accendi l’impianto per una decina di minuti e tocca ogni radiatore dall’alto verso il basso. Se è freddo solo nella parte alta, c’è aria; se è freddo nella parte bassa, c’è probabilmente del fango depositato.
Quando chiamare il tecnico: se il problema persiste dopo lo sfiato o riguarda più termosifoni contemporaneamente, potrebbe essere necessario un bilanciamento dell’impianto o una pulizia più approfondita.
6. Valutare l’installazione di un addolcitore contro il calcare
Il problema: in Calabria l’acqua è spesso ricca di calcare, che si deposita nelle tubature e nella caldaia riducendo l’efficienza dello scambiatore e aumentando i consumi energetici nel tempo.
Cosa fare in autonomia: puoi verificare la durezza dell’acqua di casa con semplici kit reperibili in ferramenta, oppure controllare eventuali depositi bianchi su rubinetti e docce come indicatore indiretto.
Quando chiamare il tecnico: se l’acqua di casa è dura, installare un addolcitore protegge caldaia e impianto nel lungo periodo, riducendo guasti e allungando la vita dei componenti. Un tecnico può consigliarti il modello più adatto alle dimensioni della tua famiglia e dell’impianto.
7. Programmare la manutenzione con un tecnico prima dell’autunno
Il problema: aspettare l’ultimo momento significa trovare tecnici prenotati e caldaie che si bloccano proprio nei giorni più freddi, con disagi e costi di intervento più alti.
Cosa fare in autonomia: fissa già ora un appuntamento per la manutenzione, prima che arrivi il picco di richieste di ottobre e novembre.
Quando chiamare il tecnico: sempre, quando si tratta di manutenzione annuale della caldaia. È un intervento che garantisce sicurezza, efficienza e conformità normativa, e che TOTINO offre anche in formula programmata senza pensieri per tutta la stagione.
Seguendo questi passaggi, arriverai all’accensione autunnale con un impianto controllato, pulito e pronto a funzionare al meglio, senza sorprese nei giorni più freddi.
Non vuoi pensare a manutenzioni, controlli e scadenze? Scegli la Formula Zero Pensieri di TOTINO: manutenzione programmata per caldaia e impianto, senza pensieri per tutta la stagione. Scopri la Formula Zero Pensieri.
Hai già notato qualche problema nel tuo impianto? Richiedi subito un intervento con il nostro servizio di assistenza tecnica TOTINO e prepara la tua casa all’autunno in totale sicurezza.
Fine agosto è il momento ideale per pensare all’accensione autunnale dei termosifoni. Molti proprietari di casa aspettano le prime giornate fredde per accorgersi che qualcosa non funziona: un termosifone freddo, la caldaia in blocco o rumori strani nell’impianto. Preparare l’impianto di riscaldamento in anticipo significa evitare brutte sorprese, risparmiare sui consumi e allungare la vita della caldaia. Ecco la checklist completa da seguire prima dell’arrivo dell’autunno.
1. Sfiatare i termosifoni per eliminare l’aria in eccesso
Il problema: durante l’estate, con l’impianto fermo, si accumula aria nei radiatori. Questo provoca rumori tipo “gorgoglio” e riscaldamento irregolare, con zone del termosifone calde e altre freddine.
Cosa fare in autonomia: con una chiave apposita o un cacciavite, apri leggermente la valvolina di sfiato posta in alto sul termosifone. Tienila aperta finché non esce aria e comincia a uscire acqua, poi richiudi subito. Fai questa operazione su tutti i radiatori di casa, partendo da quelli al piano più basso.
Quando chiamare il tecnico: se dopo lo sfiato il termosifone resta freddo o la pressione dell’impianto scende troppo velocemente, potrebbe esserci una perdita o un problema più serio che richiede un intervento professionale.
2. Controllare la pressione della caldaia
Il problema: una pressione troppo bassa impedisce la corretta circolazione dell’acqua, mentre una pressione troppo alta può causare perdite o danni ai componenti.
Cosa fare in autonomia: controlla il manometro della caldaia: il valore corretto a impianto freddo deve essere tra 1 e 1,5 bar. Se la pressione è inferiore, puoi ripristinarla tramite il rubinetto di carico presente sotto la caldaia, aprendolo lentamente fino a raggiungere il valore corretto.
Quando chiamare il tecnico: se la pressione scende continuamente e devi ricaricare l’impianto ogni pochi giorni, c’è probabilmente una perdita nascosta che va individuata e riparata da un professionista.
3. Far controllare la caldaia prima della prima accensione
Il problema: una caldaia rimasta ferma per mesi può presentare depositi, componenti usurati o parametri di combustione da regolare, con il rischio di blocchi improvvisi o consumi eccessivi.
Cosa fare in autonomia: puoi fare una prima accensione di prova, verificando che la fiamma sia regolare e che non ci siano rumori anomali o odori di gas. Controlla anche che lo scarico dei fumi sia libero da nidi o ostruzioni esterne.
Quando chiamare il tecnico: la manutenzione annuale della caldaia non è solo consigliata, è spesso obbligatoria per legge e necessaria per la garanzia. Un tecnico qualificato verifica combustione, tenuta dei gas, scambiatore e sicurezza, evitando blocchi proprio nei primi giorni di freddo.
4. Pulire e sanificare l’impianto di riscaldamento
Il problema: nel tempo, fanghi, ruggine e depositi si accumulano nelle tubature e nei radiatori, riducendo l’efficienza del riscaldamento e aumentando i consumi fino al 20-30%.
Cosa fare in autonomia: non è un’operazione fai-da-te: la pulizia dell’impianto (desludging) richiede attrezzature specifiche per far circolare prodotti disincrostanti in tutto il circuito senza danneggiare componenti.
Quando chiamare il tecnico: se non fai la pulizia dell’impianto da più di 5 anni, se i termosifoni scaldano poco anche dopo lo sfiato, o se noti acqua scura quando sfiati i radiatori, è il momento di far intervenire un tecnico specializzato.
5. Verificare che tutti i termosifoni scaldino uniformemente
Il problema: alcuni termosifoni restano freddi o si scaldano solo in parte, segno di aria residua, fango accumulato o valvole bloccate.
Cosa fare in autonomia: accendi l’impianto per una decina di minuti e tocca ogni radiatore dall’alto verso il basso. Se è freddo solo nella parte alta, c’è aria; se è freddo nella parte bassa, c’è probabilmente del fango depositato.
Quando chiamare il tecnico: se il problema persiste dopo lo sfiato o riguarda più termosifoni contemporaneamente, potrebbe essere necessario un bilanciamento dell’impianto o una pulizia più approfondita.
6. Valutare l’installazione di un addolcitore contro il calcare
Il problema: in Calabria l’acqua è spesso ricca di calcare, che si deposita nelle tubature e nella caldaia riducendo l’efficienza dello scambiatore e aumentando i consumi energetici nel tempo.
Cosa fare in autonomia: puoi verificare la durezza dell’acqua di casa con semplici kit reperibili in ferramenta, oppure controllare eventuali depositi bianchi su rubinetti e docce come indicatore indiretto.
Quando chiamare il tecnico: se l’acqua di casa è dura, installare un addolcitore protegge caldaia e impianto nel lungo periodo, riducendo guasti e allungando la vita dei componenti. Un tecnico può consigliarti il modello più adatto alle dimensioni della tua famiglia e dell’impianto.
7. Programmare la manutenzione con un tecnico prima dell’autunno
Il problema: aspettare l’ultimo momento significa trovare tecnici prenotati e caldaie che si bloccano proprio nei giorni più freddi, con disagi e costi di intervento più alti.
Cosa fare in autonomia: fissa già ora un appuntamento per la manutenzione, prima che arrivi il picco di richieste di ottobre e novembre.
Quando chiamare il tecnico: sempre, quando si tratta di manutenzione annuale della caldaia. È un intervento che garantisce sicurezza, efficienza e conformità normativa, e che TOTINO offre anche in formula programmata senza pensieri per tutta la stagione.
Seguendo questi passaggi, arriverai all’accensione autunnale con un impianto controllato, pulito e pronto a funzionare al meglio, senza sorprese nei giorni più freddi.
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